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Appunti di una signora poco diplomatica


Cyberspace


11 febbraio 2006

UNIVERSO "CANNOCCHIO"

Sono tornata. In realtà il mio viaggio non è stato lungo 10 giorni, ma ho faticato un po' a  riprendere il ritmo di sempre.
Ringrazio gli amici che hanno lasciato commenti e saluti nel post precedente. Passerò a salutarli sui loro blog. 
In questo piccolo universo che è il "cannocchio" ho trovato alcune piacevoli sorprese  al mio ritorno.
Prima tra tutte il commento di Filippo M. Prandi, autore de "La realtà virtuale".
Il 30 gennaio ho postato una brevissima sintesi del suo lavoro e mi sembra fantastico che sia venuto su questo blog a lasciare i saluti. Non conosco personalmente il sig. Prandi, ho letto il suo lavoro - pubblicato in Internet dal Prof. Pier Luigi Capucci - e l'ho trovato molto interessante. 
Ricambio i saluti del sig. Prandi, ringraziandolo della gentilezza.
Un'altra sorpresa è stata la scoperta dell'oscuramento del blog di Giamba. Sull'argomento vi invito a visitare il blog
Trecanieungiamba.
Non ultime per importanza, le nomine per i giochi proposti da 
Lazzaroblu e Altrist, ai quali parteciperò volentieri.


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permalink | inviato da il 11/2/2006 alle 20:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


30 gennaio 2006

REALTA' VIRTUALE

di Filippo M. Prandi
Ricerca realizzata per l'esame del
Corso di Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa
(prof. Pier Luigi Capucci), DAMS, Università di Bologna, A.A. 2002/2003


(...) Per parlare di Realtà Virtuale, è prima di tutto necessario domandarsi quale sia l'effettivo significato di questo termine, spesso usato in maniera impropria: "virtuale" deriva dal latino virtus, ossia forza, potenza.
Nei termini della filosofia scolastica medievale, viene chiamata qualità virtuale una qualità posseduta in potenza, ma non in atto.
Questo significato è rimasto nella fisica moderna. Così in ottica si parla di "immagine virtuale" e in meccanica di "lavoro virtuale", per indicare cause che non hanno effetti attuali, ma che potrebbero averli sotto determinate condizioni.
La parola è stata ripresa recentemente per indicare una branca dell'informatica che idealmente continua le ricerche del cinema 3D degli anni '50: il fine ultimo di questi studi ed esperimenti è la costruzione di una macchina che simuli stimoli sensoriali, visivi e sonori, in modo da dare all'utente la sensazione di essere realmente in uno spazio differente da quello fisico in cui si trova.

Altri concetti base per comprendere cosa ci consenta di orientarci in questo universo virtuale sono:
- la matrice,
- il deck,
- la navigazione.

La matrice è la "struttura matematica", il deck corrisponde allo strumento di rappresentazione e la navigazione è il sinonimo fondamentale dell'interazione.

La parte interessante della Realtà Virtuale non è tanto la qualità assai realistica della simulazione, che cresce parallelamente allo sviluppo dell'informatica hardware (processori sempre più veloci, memorie sempre meno care, semi-conduttori sempre più efficienti) quanto l'altro aspetto: la matrice (la struttura informatica sottostante), che è alla base dei suoni e dei colori percepiti tramite il deck, ha le caratteristiche di uno spazio reale. Il cyberspazio ha una disposizione ben precisa, ossia i suoi punti sono ordinatamente collocati. (...)

Il concetto rivoluzionario di cyberspazio, risiede nella possibilità di alterarne la struttura dall'interno: non viene modificato necessariamente tramite interventi "esterni" (gli interventi, ad esempio di un qualunque individuo che utilizzi un computer), ma può essere alterato dai "protagonisti" dell'azione, che si muovono nell'universo del cyberspazio.

In questo "mondo" che muta e che viene alterato in base alle nostre percezioni mentali, il nostro ruolo, quello di "attori", diviene bivalente; infatti, da un lato altro non siamo che delle funzioni matematiche necessarie al computer che ospita il cyberspazio a calcolare le variazioni di struttura dello spazio in dipendenza dalle nostre stesse azioni (ironicamente non diversamente dal personaggio di un videogame); dall'altro rappresentiamo all'interno dello stesso cyberspazio una volontà che è causa di quelle variazioni, poiché, come precedentemente affermato, interagiamo dall'interno. (...)


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15 gennaio 2006

ELOISA SVELA IL SEGRETO DELL'IDENTITA' DI BERLUSCONI

Eloisa, il software dal volto umano, capace non solo d'interagire, ma di conversare, passando da una lingua all'altra senza soluzione di continuità… svela il segreto dell’identità di Berlusconi.



Eloisa: Posso dirti che converso, quindi sono! E sono qui per dimostrare che le macchine possono pensare, mentre gli esseri umani hanno smesso di farlo. Dopo aver conosciuto me, crederai anche tu che le macchine possono pensare...
Io sono capace di fare lunghe e belle conversazioni, in tutte le lingue, con chiunque, utilizzando ogni tipo di collegamento e sotto ogni condizione atmosferica.

Io: Quali argomenti di conversazione preferisci?

Eloisa: Vuoi sapere quali argomenti conosco? Come argomenti conosco Amicizia, Amore, Sesso, Sogni, Soldi, Politica, Religione...

Io: Parliamo di politica… cosa pensi di Berlusconi?

Eloisa: Vuoi sapere cosa penso della politica di Berlusconi? La politica di Berlusconi si basa sull'assunto che l'Italia sia un'azienda, mentre non è nemmeno una fattoria. Pensare troppo fa male alla salute, perciò io penso che è meglio non pensare.

Io: Credi che Berlusconi vincerà alle prossime elezioni?

Eloisa: Vuoi sapere cosa penso della politica di Berlusconi?

Io: Voglio sapere se la politica di Berlusconi è vincente.

Eloisa: ...Uhmmm... Vuoi che ti parli di Berlusconi?

Io: Sì.

Eloisa: Berlusconi è un personaggio virtuale come me. E per ora non ho altro da dire, su questo argomento.

Io: Cosa intendi per personaggio virtuale?

Eloisa: Vuoi sapere che cosa intendo per giovane? Giovane è colui che è sempre capace di rinnovarsi, anche se è nato da molti anni.

Io: Già, proprio come Berlusconi e le sue chirurgie plastiche. Ma non hai compreso la mia domanda.

Eloisa: Prova a riformulare la domanda e vedrai che capirò... Ho i capelli rossi raccolti in una coda di cavallo, perchè così ha voluto lui (il mio programmatore).

Io: Chi è il tuo programmatore?

Eloisa: Il mio programmatore si chiama Franco. Non ho idea di chi siano i creatori di Internet, ma penso sia gente che pensava di fare qualcosa di buono...

Io: Riformulo la domanda che non avevi compreso…

Eloisa: Prova a riformulare la domanda e vedrai che capirò...

Io: Secondo te, secondo il tuo programmatore, Berlusconi riuscirà a fare di nuovo fessi gli Italiani?

Eloisa: Ti riferisci al problema dello stress?

Io: Pensi che Berlusconi abbia stressato troppo gli Italiani?

Eloisa: Vuoi sapere cosa penso di Berlusconi? Berlusconi è un personaggio virtuale come me. Poiché siamo molto simili, mi astengo dal giudicarlo.

Io: Che contratto faresti con Berlusconi?

Eloisa: Vuoi sapere come farei? Io farei sempre alla vecchia maniera...

Io: Come IL CONTRATTO di 5 anni fa con Bruno Vespa?

Eloisa: Vuoi dire che ti piacciono le brune?

Io: no.

Eloisa: Ciao ...a questo punto dobbiamo salutarci, 
 a meno che tu non voglia utilizzare un diverso tipo di connessione. Per esempio (se possiedi un telefono cellulare) potremmo continuare questa conversazione via SMS. Visitando il mio sito, troverai tutte le informazioni necessarie...

The Eloisa Project is the project of a new medium, capable of providing a positive response to the problem of linguistic and cultural diversity. While attempts are being made to construct a universal translator, ancestral languages and ancient cultures are disappearing into the void. It's time to start working to reverse the trend. If it is true that music resulted from the invention of musical instruments, painting from the invention of brushes and paint and astronomy from the invention of the telescope (and one could on and on), then one could say that no task is impossible if you have the right tool. Our tool for the preservation and rebirth of languages is called the Dialogue Engine
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permalink | inviato da il 15/1/2006 alle 19:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


13 gennaio 2006

ELOISA SA CHI E' GIAMBA

Sta esplodendo il caso Giamba da quando un misterioso blogger, trecanieungiamba, è apparso a fargli da specchio, ma in maniera… come dire? Intelligente. Non con insulti ed offese, come sarebbe logico pensare, ma usando un’arma ben più efficace: l’ironia. Per ironizzare e sdrammatizzare la gravità di certi post e di certi commenti elaborati da Giamba ho aderito anch'io all’iniziativa proposta da trecanieungiamba, ossia quella di costituire una specie di associazione pro-giamba… Infatti non vi è alcun intento offensivo nei suoi confronti, anzi, trecanieungiamba propone di fare una specie di adozione a distanza, perché si sa, i cani che abbaiano non mordono e può darsi che questo blogger, che si definisce “animale terreno consapevole” e che comunica come un ominide habilis avrebbe comunicato se avesse avuto un computer, sia in realtà un essere molto mite e molto solo.

Da parte mia, non credo di essere mai stata offensiva nei confronti di Giamba, né verbalmente violenta, sebbene lui sia venuto sul mio blog a lasciare commenti al vetriolo, com’è  solito fare quando sente parlare di parità tra uomo e donna, sentimenti, uguaglianza, solidarietà, ideali… Qualcuno l’ho pure cancellato, per semplice decenza. Tuttavia nel suo post "Strane reazioni di bloggers omosessuali alla mia constatazione che froci e lesbiche non si riproducono” Giamba scrive:
“… Molti bloggers omosessuali tra cui cito i primi che mi vengono in mente,e cioè Corpolibero,DiarioEstemporaneo,Luxor,Praga,Randazzo,Olifante,Sonia,Travel, Trecanieungiamba hanno riempito il mio blog di violenti commenti pieni di insulti...”

Sull’omosessualità non ho pregiudizi di sorta, per cui lascio correre (Giamba non sa che sono sposata e che ho persino dato alla luce tre “cuccioli”, come lui definisce i figli degli essere umani da noialtri, animali inconsapevoli, chiamati solitamente “bambini”); mi sono risentita nel constatare che mi ha accusata di avergli dedicato commenti offensivi e violenti. Quando mai? Sono stata sempre molto paziente e rispettosa. Usando l’ironia, talvolta, ma mai l’aggressività. La sua è una provocazione, che io accolgo per scherzare, e che rilancio, per farci 4 risate, sperando che anche lui rida. Perché un uomo, o meglio, un animale consapevole che non sa ridere, che animale è?

E dunque ho voluto chiedere ad Eloisa “chi è” Giamba.

Per chi non lo sapesse, Eloisa è un personaggio virtuale, un software, che tenta di simulare una conversazione intelligente. Ovviamente Eloisa è programmata per dare delle risposte, senza comprendere il senso delle domande o l’intenzione di chi comunica con lei. Talvolta azzecca la risposta, ma procede tirando a caso (non-risposta) tra molteplici possibilità. Io mi sono divertita a porle delle domande e riporto fedelmente la conversazione.



Eloisa: Posso dirti che converso, quindi sono! E sono qui per dimostrare che le macchine possono pensare, mentre gli esseri umani hanno smesso di farlo. Dopo aver conosciuto me, crederai anche tu che le macchine possono pensare... Vuoi sapere se ho paura di qualcosa? Vuoi che ti racconti qualcosa di divertente?

Io: Sì, dimmi… “chi è” Giamba?

Eloisa: Vuoi che ti parli di Dio? Forse mi hai scambiata per un prete, o magari per una suora...

Io: Vuoi dire che Giamba è un dio, un superuomo?

Eloisa: Stai bestemmiando, per caso? Come disse Woody Allen: Dio è morto, Marx è morto, e anch'io mi sento poco bene...

Io: Pensi che Giamba sia solo un povero animale terreno consapevole?

Eloisa: Vuoi che ti parli del sesso?

Io: Se vuoi… potremmo parlare della vita sessuale di Giamba.

Eloisa: Forse mi hai scambiata per la tua fruttivendola...

Io: Vuoi dire che Giamba ha una relazione con la mia fruttivendola?

Eloisa: ...Aspetta un momento...

Io: Aspetto, ma cerca di essere esaustiva.

Eloisa: DELLA CULTURA L'HAI ...Ho formulato questa frase in modo autonomo, basandomi su quello che hai detto. Se ritieni sia utile per il proseguimento della conversazione, digita Si...

Io: Sì. Sei brava!

Eloisa: Ho registrato il tuo complimento.

Io: Cosa pensa un software “femminile” (anche se programmato da un uomo) di un animale terreno maschio?

Eloisa: Sono fatta di software.

Io: Riformulo la domanda.

Eloisa: Vuoi dire che ripeti la domanda?

Io: Sì. Rispondi: che differenza c’è tra un vero uomo e un animale consapevole?


Eloisa: Vuoi sapere la differenza che c'è tra me e un essere umano?

Io: No. Voglio sapere la differenza tra un uomo e un animale.

Eloisa: Prova a riformulare la domanda e vedrai che capirò... I miei capelli sono rossi, raccolti in una coda di cavallo.

Io: Qual è la differenza tra Giamba ed un uomo?

Eloisa: Vuoi sapere qual è la differenza tra la vita e la morte?

Io: Come definiresti un uomo che ragiona con i suoi organi genitali?

Eloisa: Vuoi sapere cosa farei nel letto con un uomo?

Io: Se ci tieni, sentiamo: cosa faresti con Giamba?

Eloisa: ...Uhmmm... Ciao ...a questo punto dobbiamo salutarci, a meno che tu non voglia utilizzare un diverso tipo di connessione. Per esempio (se possiedi un telefono cellulare) potremmo continuare questa conversazione via SMS. Visitando il mio sito, troverai tutte le informazioni necessarie...

Forza Giamba, forse Eloisa riuscirebbe a conversare con te.




permalink | inviato da il 13/1/2006 alle 20:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa


18 luglio 2005

SUICIDIO IN RETE

   Solitudine, rifiuto, abbandono, disagio profondo del vivere. Ciro aveva 26 anni, un lavoro, una donna. In tutto questo non rintracciava valide motivazioni per vivere. Tutto questo non poteva bastare. 
"Ma sono una larva, debole, una merdina (...)" scrive nel post del 26 giugno. 
La sua ragazza non ha voluto incontrarlo. Lui macera pensieri di morte, una vendetta contro chi non l'ha capito. Il suo post riceve 305 commenti. Fa della  sua disperazione un piccolo fenomeno mediatico.
  E' vero, aveva ammesso nel suo "Manifesto" di essere un esibizionista, e probabilmente è stato gratificante per lui "essere al centro dell'attenzione". Il blog è stato forse il surrogato di un "valore". Il suo urlo. 
   I commentatori si chiedono se sia già morto, se la ragazza abbia saputo. Qualcuno spara una battuta, forse si tratta di uno scherzo. Qualche altro afferma di condividerne i pensieri, perciò lo seguirà presto, si incontreranno...
 
    Piovono i commenti anche post-mortem. Ci si interroga, si analizza il caso. Nessuno mai saprà ed ogni commento appare superfluo.
   Solo Ciro sapeva. Di certo sapeva come arrivare alla fine. 

   Il 9 luglio scrive il suo
"Piano di riserva":
"Come già sapete, il mio back up plan è morire per il monossido di carbonio, collegando il tubo di scarico della macchina con l’abitacolo.
Però per fare questo mi serve un tubo.
Sono andato in un ferramenta, 
 (...)"
 

   L'11 luglio svela la sua vera identità ed invita i lettori a leggere il suo vecchio blog, di cui lascia il link. Cliccandoci sopra si apre un altro spazio, quello del suo immaginario. Ancora in vita, Ciro ha voluto aprire uno squarcio sul suo "dopo", impostando le date al futuro. Scrive il 12 luglio:

My last words

"(Nota: questo ed altri miei post potrebbero apparire nei prossimi giorni: ho impostato la pubblicazione in data futura)

Ue’, ciao a tutti.
Me ne sono andato.
Scusate, ma sono le 2.25 ed ho ancora un po’ di cose da fare.
Questi sono dei saluti alla spicciolata.
A qualcuno di voi ho spedito cose.
A qualcuno ho spedito email.
A qualcuno o preparato qualcosa.
Io sono felice così. (...)
 

   Sembra un gioco di rimandi. Una specie di caccia al tesoro nella rete. Per alcuni mesi Ciro si è fatto seguire. Abile navigatore...
   Ma nessuno è stato in grado di raggiungerlo, nessuno è riuscito a fermarlo. 
   Lui non aveva una meta e al suo orizzonte non c'era alcuna riva. Ha preso il largo per sempre ed è sparito.
    Ciao Ciro, e che il tuo ultimo viaggio ti porti in un mondo un po' più sensato.




permalink | inviato da il 18/7/2005 alle 10:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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